Lo spreco alimentare nelle mense scolastiche rappresenta una sfida complessa, che coinvolge sostenibilità ambientale, salute pubblica ed educazione alimentare. I dati raccolti a Marzo 2025 nell’ambito del progetto europeo MYWASTE-PLATE confermano che una parte significativa del cibo servito ai bambini non viene consumata, con implicazioni che vanno ben oltre la semplice perdita di risorse.

Il CREA ha eleborato delle proposte di modifica ai menu scolastici e le ha descritte in un documento inviato alla Commissione Europea nel Deliverable D2.2 del progetto MYWASTE-PLATE che nasce proprio da questa consapevolezza: ridurre lo spreco non significa solo misurarlo, ma trasformare l’evidenza in azioni concrete, capaci di migliorare l’efficacia nutrizionale dei pasti scolastici e supportare le decisioni di enti locali e servizi di ristorazione.

Cosa ci dicono i dati sullo spreco

Le misurazioni effettuate attraverso il protocollo WASTEPLATE in scuole primarie dell’area metropolitana di Roma/Fiumicino hanno mostrato che lo spreco non è distribuito in modo uniforme. Alcune componenti del pasto risultano sistematicamente più critiche di altre.

In particolare, i contorni a base di verdure rappresentano il principale hotspot di spreco, seguiti da frutta e pane. Al contrario, i primi piatti mostrano livelli di spreco decisamente più contenuti, mentre i secondi piatti presentano una forte variabilità legata alle singole ricette.

Questi risultati indicano che lo spreco non è un fenomeno inevitabile, ma spesso riconducibile a scelte specifiche di menu, preparazione e servizio.

Spreco alimentare e impatto nutrizionale

Un aspetto centrale emerso dal Deliverable D2.2 riguarda il legame diretto tra spreco alimentare e assunzione reale di nutrienti. I dati mostrano che:

  • gli alunni con bassi livelli di spreco raggiungono un apporto energetico e nutrizionale adeguato al pasto;
  • all’aumentare dello spreco, l’apporto calorico e di macronutrienti diminuisce drasticamente;
  • nei casi di spreco elevato, l’assunzione di energia e nutrienti può ridursi di oltre l’80%.

Questo significa che lo spreco nelle mense scolastiche non è solo una questione ambientale o economica, ma un vero e proprio problema di salute pubblica, soprattutto per la perdita di fibre, vitamine e micronutrienti associata allo scarto di verdure e frutta.

Dal dato alla decisione: l’obiettivo del Deliverable D2.2

Il Deliverable D2.2 traduce i risultati della misurazione in raccomandazioni operative per la revisione dei menu scolastici, mantenendo come principio guida la tutela della qualità nutrizionale.

L’approccio adottato si basa su tre pilastri:

  • interventi mirati sulle categorie e ricette a più alto spreco;
  • miglioramento dell’accettabilità dei piatti senza ridurne il valore nutrizionale;
  • adeguamento delle porzioni ai reali consumi dei bambini.

Raccomandazioni chiave per la revisione dei menu

Tra le principali indicazioni emerse:

  • Verdure: riformulazione delle ricette più rifiutate attraverso tecniche di preparazione più adatte ai bambini, integrazione delle verdure in piatti composti e porzioni iniziali più contenute con possibilità di bis.
  • Frutta: preferenza per varietà facili da consumare e formati pronti al consumo, con porzioni calibrate in base ai profili di spreco.
  • Pane: distribuzione “su richiesta” o in modalità self-service per evitare porzioni automatiche non consumate.
  • Secondi piatti: revisione delle preparazioni meno accettate, in particolare pesce e formaggi freschi, privilegiando formati e presentazioni più familiari.
  • Primi piatti: utilizzo strategico come veicolo per aumentare il consumo di verdure e legumi, grazie alla loro maggiore accettabilità.

Valore per le politiche pubbliche e la replicabilità

Queste indicazioni contenute nel Deliverable D2.2 offrono un modello concreto e replicabile per supportare:

  • amministrazioni locali nella definizione di politiche alimentari scolastiche più sostenibili;
  • servizi di ristorazione nella progettazione di menu basati su evidenze reali di consumo;
  • integrazione tra interventi educativi e scelte strutturali di menu.

Ridurre lo spreco, in questo quadro, diventa uno strumento per rafforzare la funzione educativa e nutrizionale della mensa scolastica, contribuendo allo stesso tempo agli obiettivi europei di sostenibilità alimentare.

Guardando avanti

I prossimi passi del progetto prevedono la sperimentazione delle modifiche proposte, una nuova misurazione dello spreco e una valutazione dell’impatto delle azioni intraprese. MYWASTE-PLATE dimostra così come dai dati possa nascere un cambiamento concreto, capace di orientare decisioni, politiche e pratiche quotidiane nelle scuole.

Author

Comments are closed.

Language »